Easyrain, la tecnologia italiana per combattere l’aquaplaning

Il modello che dovrebbe contribuire a scrivere una nuova pagine nel campo della sicurezza automobilistica è fuori produzione da anni. È un’Alfa Romeo 159 del 2010. Ma è proprio su questa auto del Biscione che la start-up italiana Easyrain ha testato con successo un sistema per ridurre l’impatto dell’aquaplaning, cioè la perdita di aderenza dell’auto su fondi molto bagnati. 

“I test condotti con il nostro veicolo hanno dimostrato che il dispositivo è in grado di riportare la vettura in condizioni di sicurezza con una ripetibilità del cento per cento”, spiega Giovanni Blandina, fondatore della società, cresciuta all’interno dell’incubatore I3P del Politecnico di Torino. “I test condotti in pista hanno anche evidenziato livelli di prestazioni superiori del 40 per cento sia in rettilineo sia in curva, oltre che in netto miglioramento del comportamento della vettura”, aggiunge il 39enne perito elettronico piemontese.  

Blandina lavora da anni al “suo” progetto dopo aver rischiato la vita con la sua (all’epoca) auto nuova proprio per colpa dell’aquaplaning. Il sistema è tanto semplice quanto geniale: se il problema è la troppa acqua davanti agli pneumatici, allora va rimossa. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. E, infatti, la messa a punto della funzione ha richiesto anni, oltre che risorse. 

“Puntiamo a contenere il peso di questa tecnologia in un chilogrammo e mezzo”, informa Blandina. Oltre ad un inevitabile algoritmo che stabilisce le modalità di entrata in funzione del dispositivo, ci sono una pompa ad alta pressione e due iniettori collocati davanti alle ruote anteriori. L’algoritmo, anche senza l’ausilio di sensori specifici, dispone l’attivazione della tecnologia sulla base delle diverse situazioni e valuta anche il tipo di perdita di aderenza. In frazioni di secondo attiva la pompa che attiva il getto d’aria ad alta pressione dagli iniettori, per rimuove l’acqua in eccesso davanti gli pneumatici.  

L’Alfa 159 Easyrain è entrata in servizio nel 2015 ed è stata impiegata sulla pista di prova Pirelli di Vizzola Ticino con pneumatici di vari marche, con diversi gradi di usura e di gonfiaggio. Blandina assicura che almeno fino a certe velocità (anche superiori ai 100 km/h) la tecnologia è in grado di annullare gli effetti dell’aquaplaning aumentando di parecchio i livelli di sicurezza. 

“Il nostro obiettivo a lungo termine – sorride il fondatore – è quello di riuscire a far diventare questo dispositivo standard sulle auto, esattamente come lo sono l’Esp o l’Esc”. Inizialmente il dispositivo potrebbe essere installato su modelli premium e alto di gamma, come spesso accade per le tecnologie inedite. 

Senza dubbio un progetto ambizioso, che nel frattempo è già stato condiviso da due nuovi investitori. Dell’ultimo aumento di capitale da 5 milioni di euro sono protagonisti il fondo italiano Indaco Ventures I e Aldo Bianchi Vimercati, imprenditore di lungo corso del comparto della componentistica meccatronica per auto. Easyrain non ha ancora contratti firmati, ma ci sono trattative in corso: diversi costruttori hanno manifestato interesse per la tecnologia. Per il momento la start-up mantiene il riserbo sui nomi dei marchi potenzialmente coinvolti. Forse, la sicurezza del futuro “parlerà” anche italiano. 

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